La poesia e il suo inno alla vita sono stati i protagonisti della due giorni del Festival Internazionale della Poesia di Korça organizzato dalla Biblioteca Pubblica Thimi Mitko, con il Patrocinio del Comune di Korça, che si è svolto il 25 e il 26 maggio. Lunedì 27, il Festival ha riservato un interessante colpo di coda con una visita alla stupenda Devoll, organizzata da Pen Albania e patrocinata dal Comune della città.

A metà mattinata con gli ospiti internazionali del Festival ed Entela Kasi, presidente di Pen Albania, abbiamo raggiunto, in autobus, la prefettura di Devoll, una città situata nella regione sudorientale dell’Albania a circa 190 km a sud-est di Tirana, confinante con altre province come Korca, Pogradec, e Berat.

Devoll e i suoi dintorni costituiscono una zona di grande valore culturale e naturalistico, ancora poco nota ai turisti. La città conosce gli albori diversi anni or sono, quando il territorio era abitato da tribù illiriche: ha subito il dominio di diversi imperi e regni, tra cui quello Bizantino e Ottomano.

Durante il periodo della dittatura, nonostante le restrizioni imposte dal regime, Devoll ha avuto un grande sviluppo industriale, incentivato dalla costruzione di dighe e centrali idroelettriche. La città ha dato i natali a diversi personaggi della cultura, tra i quali spicca Dritëro Agolli.

Dopo aver consumato la prima tappa presso l’Ufficio del Sindaco sig. Eduard Duro, omaggiato con il Certificato di Gratitudine Pen, ci siamo diretti verso la casa di Marigo Pozio, nel villaggio di Hoçisht. Donna coraggiosa, che ha ricamato con le proprie mani la prima bandiera albanese, è stata un’attivista, combattente per l’indipendenza dell’Albania e per la garanzia dei diritti nazionali negati.

Nata a Devoll, nel villaggio di Hoçisht, dove ha sposato Jovan Posio, con cui nel 1904 si è trasferita a Valona, è stata una delle promotrici dell’apertura della scuola in lingua albanese della città e una delle fondatrici dell’organizzazione “Shpresa Kombëtare”, oltre che direttrice dell’omonimo giornale. La bandiera originale, issata proprio a Valona il 28 novembre 1912, era di proprietà di Eqrem Bej Vlora, al quale fu donata dal pronipote di Skanderbeg, Don Alejandro Kastrioti. A dimostrare che è stata proprio Marigo a ricamare la copia della bandiera originale, alcuni appunti dello stesso Eqrem Bej Vlora.

Ad accoglierci nella piccola casa dove la ricamatrice ha vissuto con suo marito e le tre figlie, la nipote Violeta Posio, (figlia di sua figlia). La casa è collocata su una collinetta e per arrivarci si attraversa un pezzo di vita rurale incantevole. Sembra tutto fermo alla natura incontaminata e all’esistenza tranquilla di un tempo.

Durante la ricca pausa pranzo presso un ristorante locale, abbiamo gustato i piatti tipici della zona, a base di pesce, semplici e molto buoni. La cucina è cultura, è l’espressione delle peculiarità di un popolo, una forma artistica e di artigianato contraddistinta da grande maestria. E in Albania la gastronomia narra limpidamente le tradizioni dei luoghi e della gente.

Il pranzo è stato l’intermezzo tra l’interessante mattinata e l’entusiasmante pomeriggio trascorso sull’isola di Maligrat, sul lago di Prespa, a circa 2,2 km da Pusteci, raggiungibile velocemente con un’imbarcazione. L’isola, lunga circa 800 metri e larga circa 200 metri, è circondata da pendii molto ripidi, fatta eccezione per la parte occidentale. Rientra nel parco nazionale di Prespa, a soli 20 minuti di barca da Pustec ed è caratterizzata da un gran numero di grotte, dove si rifugia la fauna selvatica.

All’interno dell’isola si trova la chiesa di Santa Maria, con un’iscrizione sul lato meridionale che risale all’anno 1345; si tratta di un’importante attrazione turistica non solo per il Parco Nazionale di Prespa, ma per tutta la regione e Albania. A Maligrat sono stati rinvenuti anche oggetti come tegole, colonne e capitelli, che secondo gli archeologi appartengono a una chiesa paleocristiana che si pensa si trovasse nella parte alta del lago. Qui si è svolto un improvvisato e suggestivo reading di poesie.

Dopo una sosta in hotel, situato ai confini con la Grecia, ci siamo recati presso uno dei Centri Culturali di Devoll, dove ci hanno accolto gli studenti in abiti tradizionali albanesi, per una serata dedicata alla poesia e alla danza, in nome di Dritëro Agolli, considerato uno dei più rappresentativi poeti e scrittori albanesi, che si è dedicato soprattutto alla poesia, ma ha anche scritto novelle, brevi storie, saggi e romanzi.

La serata si è conclusa con una cena a base di piatti tradizionali e balli che ci hanno coinvolto fino a tarda sera. Una bellissima visita in un posto che merita di essere conosciuto, dal paesaggio incantevole, dove poter gustare un’ottima cucina, come in larga parte dell’Albania e incontrare l’accoglienza del popolo, una delle componenti fondanti della cultura albanese.








